Annalisa D’Amato e Antonin Stahly sono due artisti cresciuti in ambienti teatrali molto speciali.

Antonin, all’età di nove anni interpreta nel Mahabharata di Peter Brook il ruolo del bambino a cui viene raccontata l’antica epopea indiana, presso il teatro Les Bouffes du Nord nel 1985.

Annalisa, a diciotto anni entra a far parte del gruppo dei giovani attori di Pontedera Teatro grazie  alla produzione Il San Paolo di Pasolini per la regia di Marconcini e Billi al Festival di Volterra al fianco di un giovanissimo Filippo Timi.

Antonin dopo aver girato il film e realizzato la tournée mondiale del Mahabharata, continua il suo percorso con il violino e riceve la Fulbright Scholarship per studiare la musica barocca all’Indiana University di Bloomington USA ; mentre Annalisa viene scelta per il Triennio di Formazione per Professionisti dello Spettacolo presso il Centro di Ricerca e Sperimentazione Teatrale di Pontedera in Toscana, studiando, tra gli altri, con Zygmunt Molik, Thierry Salmon, Jerzy Grotowski, Thomas Richards e Mario Biagini, François Kahn, Eugenio Barba, Krukowski, Jurij Alschitz, etc. con il compito dato dal CRST di Pontedera stesso di “rubare” da questi grandi artisti al fine di creare il proprio metodo di lavoro formandosi cosi come regista.

peter brook e jerzy grotowski

Nel 1994, Annalisa scopre Action di Jerzy Grotowski ed essendone più e più volte testimone, vive ore indimenticabili e formative con l’equipe del Workcenter a Vallicelle – contemporaneamente collabora con Roberto Bacci in qualità di attrice, assistente alla regia e alla drammaturgia ; Antonin intanto suona la Passion di San Matteo di Bach regia di Jonathan Wolfe Miller con il New York Collegium nel BAM Harvey Theatre del BAM di Brooklyn che (coincidenza incredibile) Brook aveva fatto riaprire 18 anni prima proprio con il Mahabharata.

Nel 1996 Annalisa crea le sue prime regie, prodotta dalla Fondazione Pontedera Teatro, avendo spesso come pubblico personaggi che le incutono un sacro timore quali Ferdinando Taviani, Franco Ruffini, Mirella Schino, Mario Biagini e Thomas Richards, Renata Molinari che inevitabilmente contribuiranno al perfezionamento della sua ricerca teatrale; mentre Antonin torna a lavorare con Peter Brook che lo invia ad Istanbul e Shantinikettan per ricercare e studiare strumenti rari per comporre le musiche di Tierno Bokar, la Tragédie d’Hamlet, la Mort de Krishna, le Grand Inquisiteur di cui sarà anche attore.

Ed ecco che il 25 agosto 2009 finalmente le strade di Annalisa ed Antonin si incontrano in uno Chapiteau montato sul Lago d’Averno per la creazione dello spettacolo Io Non Sono di Annalisa D’Amato, che debutterà al Festival le Vie di Modena, e che vedrà la nascita del loro modo di lavorare insieme. Decideranno di continuare la ricerca per approfondire il lavoro su Io Non Sono presso il Centro di Produzione di Arte Contemporanea e di Scambio Internazionale Villa Romana a Firenze diretto da Angelika Stepken, grazie al quale nascerà la seconda e definitiva versione del loro spettacolo.

Nel 2013 si trasferiscono a Parigi dove contribuiscono allo sviluppo des Théâtres et Ateliers des Orteaux nel 20eme arrondissement, una comunità di artisti uniti quali attori pittori, scultori, registi, drammaturghi e musicisti, con i quali conducono una ricerca permanente sulla trasversalità delle diverse arti attraverso laboratori di ricerca e performances. Dal 2016 decidono di vivere tra Napoli e Parigi, città che Annalisa e Antonin intendono far dialogare con i loro futuri progetti.

Dal 2017 a Napoli collaborano con Maurizio Braucci per il progetto Arrevuoto e per la produzione di un’opera teatrale contemporanea originale dedicata ai ragazzi dei Quartieri Spagnoli, di Montesanto e di Scampia.

Se immaginiamo Antonin crescere da piccolissimo al fianco di Bruce Myers, Yoshi Oida, Vittorio Mezzogiorno, Sotigui Kouyate, Toshi Tsuchitori e Peter Brook e Annalisa imparare le basi del mestiere da Thierry Salmon, Ingemar Lindh, Mario Biagini, Thomas Richards e Roberto Bacci… allora forse avremmo un idea delle radici del loro Teatro.